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E' sana la cottura a pressione?

cottura a pressione

 

Da centinaia di anni la cottura a pressione è diventata uno dei metodi preferiti per la preparazione degli alimenti. Nonostante questo, molte persone ritengono che questo tipo di cottura sia malsana e la sconsigliano vivamente.

Ma su cosa si basa questa teoria? Tutto dipende dal grado di temperatura e di pressione proprio di questo tipo di cottura. Chi crede che la pentola a pressione non sia sana, si basa sulla convinzione che i nutrienti del cibo, a queste temperature, non possono sopravvivere.

In realtà, numerosi studi scientifici hanno definitivamente confermato che la cottura a pressione serve a preservare i nutrienti negli alimenti, meglio di qualsiasi altro metodo di cottura.

Nutrienti preservati e tempi di cottura

È provato che una temperatura elevata non causa l’eliminazione dei principi nutritivi contenuti degli alimenti. Non più di quanto farebbe una normale cottura. Infatti, quando la temperatura raggiunge un grado di sufficiente potenza, distruggere i nutrienti sensibili al calore, sia che si tratti di una temperatura a 50° o 170°C.

In realtà quello che fa la differenza è il tempo di cottura. La pentola a pressione cuoce velocemente i cibi, anche se con un alto livello di calore, e questo aiuta a preservare i nutrienti. Un doppio vantaggio quindi.

Nutrienti preservati e minor consumo d’acqua

Chiunque abbia mai seguito una dieta, o abbia mai consultato un dietista, saprà che uno dei consigli più frequenti in materia di salute e nutrizione è quello di assumere verdure cotte a vapore. Quando i vegetali vengono cotti in acqua, le sostanze nutritive fuoriescono e vengono buttate via. La cottura a vapore invece, utilizzando poca acqua, permette un elevato grado di pressione, capace di tenere vitamine e minerali al loro posto! Riassumendo, meno acqua bollente entrerà a contatto con le verdure, più queste saranno in grado di mantenere i propri principi nutritivi. Ne guadagna la salute, il gusto, e il consumo di acqua!

 

Più digeribilità, meno acido fitico e lectine

I cereali sono un alleato importante nel mantenimento di uno stile di vita sano e regolare. Il problema è che cereali, semi e legumi, contengono acido fitico e lectine, due sostanze che non fanno bene al nostro organismo. L’acido fitico infatti, lega minerali e altri nutrienti importanti nel nostro apparato digerente, diminuendo la digeribilità di queste sostanze. Al fine di valutare quale fosse il metodo di cottura più adatto a limitare i danni provocati da queste sostanze, è stato condotto uno studio sui piselli. Per prima cosa è stato rilevato che il contenuto di acido fitico presente nei piselli tenuti in ammollo durante la notte e poi bolliti, ha subito una riduzione pari al 29%. La seconda prova prevedeva che i piselli, dopo la notte in ammollo, venissero cotti a pressione: ebbene, l’acido fitico risultava ridotto del 54%. Questo risultato è paragonabile solo a quello ottenuto dagli studi condotti sulla fermentazione, risultato il metodo migliore per ridurre le lectine nei cereali.
In conclusione, la cottura a pressione non solo non è malsana, ma aiuta a preservare i nutrienti del cibo e ad aumentarne la disponibilità.

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